C'è ancora un gruppo di stem gnathostomi di cui non ho mai (o quasi mai) parlato.
Un gruppo molto famoso, con alcuni dei suoi rappresentati molto noti al grande pubblico e presenti in numerosi musei e documentari.
Un gruppo in cui si trovano alcuni tra i più grandi vertebrati acquatici
del paleozoico, e alcuni dei più piccoli, nonchè sicuramente molti dei
più strani.
Un gruppo che possiede il mitico nome di "pesci corazzati".
Un gruppo che, al di là della celebrità popolare, è da anni il vero
incubo di chi studia le relazioni interne agli stem gnathostomi, per la
sua enorme diversità e presenta di forma dai più disparati adattamenti
anatomici (e mix di caratteri).
Un gruppo che probabilmente non lo è.
Prepariamoci, perchè su PaleoStories stiamo per entrare in quell'intricata matassa che è l'anatomia e l'evoluzione dei placodermi.
Presto, su questi schermi.
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Entelognathus in the sky with diamonds
Chi di voi non conosce la romantica storia di Lucy, il primo fossile scoperto di Australopithecus?
Piccolo riassunto: nel 1974, in Etiopia, una squadra di paleoantropologi stava scavando in cerca di resti di ominidi ascolta i Beatles. Ormai la band si era sciolta da un paio di anni, ma le loro canzoni era ancora (e lo sarebbero rimaste ancora per moltissimo tempo) rieccheggianti nelle menti dei numerossimi fan.
Ad un certo punto, mentre ascoltavano la canzone Lucy in the sky with diamonds, la squadra trova lo scheletro, parzialmente completo, di quello che sarebbe diventato poi uno dei fossili più famosi del mondo. I paleoantropologi non potevano credere ai loro occhi: davanti a loro lo scheletro di una femmina, alta circa 1 metro, di una creatura ancora somigliante ad una scimmia ma con palesi caratteri che la legavano all'uomo, soprattutto nella zona della mandibola e del bacino.
Lo avevano trovato,"l'anello mancante".
Chiamarono il loro esemplare Lucy, in onore della canzone che stavano ascoltando.
Fu una grande giorno per la paleontologia mondiale, un giorno un pò meno felice per chi, da quel giorno, si ossessionò agli "anelli mancanti", ma questo è un altro discorso.
Perché ho parlato di Lucy?
Be, perchè il fossile di cui vi parlerò è stato definito da alcuni paleontologi come la "Lucy" dell'evoluzione dei primi vertebrati, il fossile che da tempo i paleontologi che studiano l'origine delle mascelle e degli gnathostomi stavano aspettando (ma è veramente così?).
Questo fossile:
Ma per comprendere meglio perchè questo fossile è importante, devo fare un pò il giro largo.
Piccolo riassunto: nel 1974, in Etiopia, una squadra di paleoantropologi stava scavando in cerca di resti di ominidi ascolta i Beatles. Ormai la band si era sciolta da un paio di anni, ma le loro canzoni era ancora (e lo sarebbero rimaste ancora per moltissimo tempo) rieccheggianti nelle menti dei numerossimi fan.
Ad un certo punto, mentre ascoltavano la canzone Lucy in the sky with diamonds, la squadra trova lo scheletro, parzialmente completo, di quello che sarebbe diventato poi uno dei fossili più famosi del mondo. I paleoantropologi non potevano credere ai loro occhi: davanti a loro lo scheletro di una femmina, alta circa 1 metro, di una creatura ancora somigliante ad una scimmia ma con palesi caratteri che la legavano all'uomo, soprattutto nella zona della mandibola e del bacino.
Lo avevano trovato,"l'anello mancante".
Chiamarono il loro esemplare Lucy, in onore della canzone che stavano ascoltando.
Fu una grande giorno per la paleontologia mondiale, un giorno un pò meno felice per chi, da quel giorno, si ossessionò agli "anelli mancanti", ma questo è un altro discorso.
Perché ho parlato di Lucy?
Be, perchè il fossile di cui vi parlerò è stato definito da alcuni paleontologi come la "Lucy" dell'evoluzione dei primi vertebrati, il fossile che da tempo i paleontologi che studiano l'origine delle mascelle e degli gnathostomi stavano aspettando (ma è veramente così?).
Questo fossile:
![]() |
| Particolare del fossile di Entelognathus. Da Zhu et al., 2013 |
Ma per comprendere meglio perchè questo fossile è importante, devo fare un pò il giro largo.
Oggi la nostra visione del regno
animale è piuttosto distorta a causa delle molte forme estinte che non vediamo
(se non in rari casi attraverso i fossili).
Un esempio classico riguarda gli gnatostomi,
di cui oggi possiamo osservare solo alcuni gruppi.
Nella loro ripartizione
classica, gli gnatostomi moderni si possono dividere in pesci cartilagine, o Chondrichthyes
(squali, razze, chimere) e pesci ossei, o Osteichthyes (attinopterigi, dipnoi, celacanti e
tetrapodi).
![]() |
| L'intorno di Vertebrata così come ci appare oggi guardando solo le forme esistenti. Immagine autoprodotta. |
Paleodoctor Why
Visto che nella blogosfera vanno molto di moda i quiz ho deciso di proporne uno anche io, sperando che abbiate voglia di partecipare.
La domanda è: cos'hanno in comune il teropode cretaceo Struthiomimus e un odierno camaleonte?

La risposta, a tempo debito (finita la serie sull'estinzione devoniano), su questo blog...
La domanda è: cos'hanno in comune il teropode cretaceo Struthiomimus e un odierno camaleonte?

La risposta, a tempo debito (finita la serie sull'estinzione devoniano), su questo blog...
Coming soon: i predatori della preistoria
Negli ultimi tempi ho avuto la fortuna di poter collaborare con
alcune scuole per fare dei laboratori sui fossili ai bambini delle
classi terze elementari ed è sempre un'esperienza piacevole. Ai bambini
piace vedere i fossili, toccarli, capire come lavora chi li studia,
capire che si tratta di resti di antichissimi animali che ce l'hanno
fatta, contro mille imprevisti, a giungere fino a noi sotto forma di
roccia.
Tuttavia, alla piacevolezza della curiositas giovanile, spesso si sovrappone un senso di amarezza quando sento le risposte "ma io l'ho visto in un documentario", oppure "sul mio libro c'è scritto così".
In un epoca in cui spopolano film, documentari, libri, cartoni animati, scene dipinte e mostre, spesso diventa difficile carpire il limite tra scienza e immaginazione, tra fantastico e reale, tra ipotesi basati su dati e speculazioni.
E ciò colpisce non solo i più piccoli, ma anche gli adulti.
Casi "scottanti" in cui mi sono imbattuto ultimamente hanno riguardato le dimensioni di alcuni animali e le interazioni (spesso conclamate per simpatia o ossessione verso l'uno o l'altro animale) tra preda/predatore.
Sembra che certi argomenti siano diventati appannaggio di tutti; tutti possono dire la loro e ipotizzare/speculare le più improbabili situazione anche senza la benchè minima conoscenza dell'argomento.
Eppure, anche se molti non se ne accorgono (o non vogliono), anche su questi argomenti si può fare scienza. Si deve fare scienza, con criterio, partendo dai dati e analizzandoli secondo metodi rigorosi e non in base alle proprie opinioni.
In questa mini serie, vedremo alcuni esempi di come, attraverso lo studio di particolari esemplari o tracce fossili, è stato possibile fare ipotesi su plausibili interazioni tra prede e predatori nel passato.
Presto, su Paleostories!
Tuttavia, alla piacevolezza della curiositas giovanile, spesso si sovrappone un senso di amarezza quando sento le risposte "ma io l'ho visto in un documentario", oppure "sul mio libro c'è scritto così".
In un epoca in cui spopolano film, documentari, libri, cartoni animati, scene dipinte e mostre, spesso diventa difficile carpire il limite tra scienza e immaginazione, tra fantastico e reale, tra ipotesi basati su dati e speculazioni.
E ciò colpisce non solo i più piccoli, ma anche gli adulti.
Casi "scottanti" in cui mi sono imbattuto ultimamente hanno riguardato le dimensioni di alcuni animali e le interazioni (spesso conclamate per simpatia o ossessione verso l'uno o l'altro animale) tra preda/predatore.
Sembra che certi argomenti siano diventati appannaggio di tutti; tutti possono dire la loro e ipotizzare/speculare le più improbabili situazione anche senza la benchè minima conoscenza dell'argomento.
Eppure, anche se molti non se ne accorgono (o non vogliono), anche su questi argomenti si può fare scienza. Si deve fare scienza, con criterio, partendo dai dati e analizzandoli secondo metodi rigorosi e non in base alle proprie opinioni.
In questa mini serie, vedremo alcuni esempi di come, attraverso lo studio di particolari esemplari o tracce fossili, è stato possibile fare ipotesi su plausibili interazioni tra prede e predatori nel passato.
Presto, su Paleostories!
Tetrapodomorphi in carne e ossa
Se vi doveste trovare a Milano il 17 aprile, quale migliore occasione per sentire una grande paleontologa come Jennifer Clack (a cui è dedicato un animale di cui ho parlato qui) esporre i suoi ultimi lavori sui tetrapodomorphi e l'origine del movimento in ambiente terrestre? Imperdibile.
La trovate alle 10.30 nell'aula BS del dipartimento di biologia dell'Università degli Studi di Milano.
Ah, quello che introduce sono io..ma potete benissimo venire 10 minuti più tardi che tanto non vi perdete niente.
Nel pomeriggio, altri due interessantissimi interventi, uno del prof. Andrea Tintori sull'origine dei rettili marini, l'altra sempre della professoressa Clack riguardante l'estinzione di fine Devoniano,il "Romer Gap", ossia quell'arco di tempo (circa 15 milioni di anni) dopo l'estinzione al limite Devoniano/Carbonifero in cui si trovano pochissimi fossili di vertebrati terrestri, e la ripresa dopo tale crisi.
Ripeto: imperdibile!
Se avete voglia, magari per prepararsi un pochino potete rileggere la mini serie legata ai tetrapodi basali, qui, qui e qui (e volendo anche qui).
La trovate alle 10.30 nell'aula BS del dipartimento di biologia dell'Università degli Studi di Milano.
Ah, quello che introduce sono io..ma potete benissimo venire 10 minuti più tardi che tanto non vi perdete niente.
Nel pomeriggio, altri due interessantissimi interventi, uno del prof. Andrea Tintori sull'origine dei rettili marini, l'altra sempre della professoressa Clack riguardante l'estinzione di fine Devoniano,il "Romer Gap", ossia quell'arco di tempo (circa 15 milioni di anni) dopo l'estinzione al limite Devoniano/Carbonifero in cui si trovano pochissimi fossili di vertebrati terrestri, e la ripresa dopo tale crisi.
Ripeto: imperdibile!
Se avete voglia, magari per prepararsi un pochino potete rileggere la mini serie legata ai tetrapodi basali, qui, qui e qui (e volendo anche qui).
Coming soon: "Occhio alle spine: a tu per tu con gli acanthodi"
Qualche tempo fa, quasi due anni fa, se non ricordo male, avevo un giovane tritone d'acqua dolce (Pleurodeles waltl) in uno dei miei acquari. Ero ancora inesperto nell'allevamento di anfibi, essendomi dedicato quasi esclusivamente a pesci e invertebrati. Avevo inserito il tritone in un piccolo acquario che conteneva già un paio di Otocinclus (O. affinis), piccoli loricaridi (siluriformi) del sudamerica (che attualmente ho ancora). Sapevo che essi erano robusti, veloci e che non si sarebbero fatti catturare dal tritone, dunque lo considervo un abbinamento che non avrebbe creato grossi problemi.
Fu così per vari mesi, finchè un giorno trovai il tritone, diventato ormai grandicello, con la bocca spalancata e una coda familiare che fuoriusciva dalle fauci:si era mangiato un Otocinclus!
Fu così per vari mesi, finchè un giorno trovai il tritone, diventato ormai grandicello, con la bocca spalancata e una coda familiare che fuoriusciva dalle fauci:si era mangiato un Otocinclus!
Ma, lo notai subito, il tritone non era riuscito ad ingoiare completamente la preda: come mai?
Essendo abbastanza esperto di loricaridi, mi fu subito chiaro il perchè: la maggioranza di questi pesci possiede una pinna dorsale munita di una sottile ma robusta spina ossea, un'adattamento per irrobustire la pinna e difendersi da eventuali attacchi.
Quando l'animale si sente minacciato, alza la pinna dorsale per far capire all'aggressore che è in possesso di tale strumento di difesa, e spesso questo deterrente funziona.
Quando l'animale si sente minacciato, alza la pinna dorsale per far capire all'aggressore che è in possesso di tale strumento di difesa, e spesso questo deterrente funziona.
Ma quella volta non funzionò: il mio tritone aveva attaccato (dopo mesi di convivenza pacifica) uno degli Otocinclus e per tutta risposta si era preso una bella spina nel palato!
Morale della favola: il tritone non riuscì a ingoiare la preda e, forse per la ferita, forse per l'otturazione dell'esofago, morì pochi giorni dopo (da quel momento decisi che avrei allevato o pesci o anfibi: ho scelto i pesci).
Morale della favola: il tritone non riuscì a ingoiare la preda e, forse per la ferita, forse per l'otturazione dell'esofago, morì pochi giorni dopo (da quel momento decisi che avrei allevato o pesci o anfibi: ho scelto i pesci).
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| Otocinclus affinis |
Perchè vi ho raccontato questa storia?
Perchè sto per iniziare una breve (4 post, credo) serie su un gruppo molto interessante (quanto strano) di "pesci" del paleozoico: gli acanthodi.
Essi si collegano alla vicenda che vi ho appena raccontato in quanto caratterizzati, tra le altre cose dalla presenza di robuste e appuntite spine sulle pinne dorsali, anzi, udite udite, su tutte le pinne, comprese quelle pettorali e pelviche (con qualche eccezione). Questa loro caratteristica è così evidente che spesso vengono chiamati, forse non troppo correttamente, "squali spinosi" su molti libri divulgativi.
Perchè sto per iniziare una breve (4 post, credo) serie su un gruppo molto interessante (quanto strano) di "pesci" del paleozoico: gli acanthodi.
Essi si collegano alla vicenda che vi ho appena raccontato in quanto caratterizzati, tra le altre cose dalla presenza di robuste e appuntite spine sulle pinne dorsali, anzi, udite udite, su tutte le pinne, comprese quelle pettorali e pelviche (con qualche eccezione). Questa loro caratteristica è così evidente che spesso vengono chiamati, forse non troppo correttamente, "squali spinosi" su molti libri divulgativi.
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| Diplacanthus. Da www.miguasha.com |
Insomma, se vi piacciono gli animali anatomicamente strani, misteriosi dal punto di vista filogenetico e affascinanti nei loro adattamenti, non perdetevi la prossima serie sugli acanthodi...
...anche se non vi piacciono le lische.
A presto,
su Paleostories!
Non di soli agnati vive l'uomo...
Paleostories non è un blog sugli agnati (nè sui pesci).
E' vero, fin'ora abbiamo parlato principalmente di agnati fossili, di cyclostomi e in generale di vertebrati non tetrapodi (ossia, ciò che impropriamente viene riunito nel gruppone dei "pesci").
Ma ciò non significa che questo blog sia finalizzato alla divulgazione della paleontologia degli agnati o dei pesci.
Per ora ho affrontato tali argomenti perchè inquadrati in un percorso avente come tema l'origine dei vertebrati, e perchè, senza ombra di dubbio, gli agnati stanno nel mondo paleontologico come la serie B sta nel mondo del calcio, ossia non se li fila nessuno. E lo scopo di questo blog è anche dare spazio a quei temi paleontologici che a dispetto della loro importanza nell'indagare la storia della vita sulla Terra sono poco noti al grande pubblico perchè poco legati al mondo dei documentari, della scienza popolare.
Ma, fin'ora mi sono occupato anche degli agnati soprattutto perchè è un campo in cui ho lavorato (e in cui sto attualmente lavorando) e che conosco discretamente bene, su cui quindi mi sento in grado di fare un post. Credo non vedrete mai qui un post sui teropodi marocchini o sui felini del pliocene americano, giacchè di questi argomenti so ben poco.
Tuttavia, se qualche speranzoso lettore (e so che c'è) ha sperato fin'ora che mi occupassi di altro, magari di tetrapodi mesozoici, sappia che quel giorno è arrivato.
Dunque, nei prossimi mesi (quando mi sentirò pronto per farlo) può essere che comincerò a scrivere qualcosa sui curiosi tetrapodi mesozoici che mi accingo a studiare, non si sà mai che poi mi prenda la passione per questi argomenti e Paleostories si tramuti in un blog unicamente mesozoico (dubito fortemente)....
Come anteprima, eccovi la foto di uno degli esemplari su cui starò chino nei prossimi mesi....
P.S.
Ovviamente, il nostro discorso sugli agnati paleozoici non è finito, quindi, cari miei mesozoofili, attendete con pazienza...
E' vero, fin'ora abbiamo parlato principalmente di agnati fossili, di cyclostomi e in generale di vertebrati non tetrapodi (ossia, ciò che impropriamente viene riunito nel gruppone dei "pesci").
Ma ciò non significa che questo blog sia finalizzato alla divulgazione della paleontologia degli agnati o dei pesci.
Per ora ho affrontato tali argomenti perchè inquadrati in un percorso avente come tema l'origine dei vertebrati, e perchè, senza ombra di dubbio, gli agnati stanno nel mondo paleontologico come la serie B sta nel mondo del calcio, ossia non se li fila nessuno. E lo scopo di questo blog è anche dare spazio a quei temi paleontologici che a dispetto della loro importanza nell'indagare la storia della vita sulla Terra sono poco noti al grande pubblico perchè poco legati al mondo dei documentari, della scienza popolare.
Ma, fin'ora mi sono occupato anche degli agnati soprattutto perchè è un campo in cui ho lavorato (e in cui sto attualmente lavorando) e che conosco discretamente bene, su cui quindi mi sento in grado di fare un post. Credo non vedrete mai qui un post sui teropodi marocchini o sui felini del pliocene americano, giacchè di questi argomenti so ben poco.
Tuttavia, se qualche speranzoso lettore (e so che c'è) ha sperato fin'ora che mi occupassi di altro, magari di tetrapodi mesozoici, sappia che quel giorno è arrivato.
Dunque, nei prossimi mesi (quando mi sentirò pronto per farlo) può essere che comincerò a scrivere qualcosa sui curiosi tetrapodi mesozoici che mi accingo a studiare, non si sà mai che poi mi prenda la passione per questi argomenti e Paleostories si tramuti in un blog unicamente mesozoico (dubito fortemente)....
Come anteprima, eccovi la foto di uno degli esemplari su cui starò chino nei prossimi mesi....
P.S.
Ovviamente, il nostro discorso sugli agnati paleozoici non è finito, quindi, cari miei mesozoofili, attendete con pazienza...
Coming soon: Palestories riparte!
Cari (eventuali) lettori,
non vi preoccupate, non sono morto. Sono rientrato pochi giorni dalle vacanze estive, dove non avevo internet e non potevo collegarmi al blog. Non ho comunque smesso di lavorare per me e per voi.
Da settembre Paleostories. blogspot ripartirà con vecchi e nuovi argomenti, nel tentativo di continuare la divulgazione dei gruppi meno noti nella paleontologia dei vertebrati, per dare un pò di gloria anche a chi spesso non ne ha o ne ha poca.
Ecco dunque un paio di anticipazioni di quello che vedrete nei prossimi mesi:
- Parleremo ancora del Siluriano e dei suoi bizzarri agnathi fossili, soffermandoci in particolare su Anaspida, Thelodonti e Osteostraci. Vedremo le loro anatomie, la filogenesi e il loro significato evolutivo. Buono spazio sarà dato al carattere endemico della distribuzione di alcuni di questi gruppi.
- Nella seconda metà di Settembre sarò ad Oxford per la 60esima edizione del SVPCA,
non vi preoccupate, non sono morto. Sono rientrato pochi giorni dalle vacanze estive, dove non avevo internet e non potevo collegarmi al blog. Non ho comunque smesso di lavorare per me e per voi.
Da settembre Paleostories. blogspot ripartirà con vecchi e nuovi argomenti, nel tentativo di continuare la divulgazione dei gruppi meno noti nella paleontologia dei vertebrati, per dare un pò di gloria anche a chi spesso non ne ha o ne ha poca.
Ecco dunque un paio di anticipazioni di quello che vedrete nei prossimi mesi:
- Parleremo ancora del Siluriano e dei suoi bizzarri agnathi fossili, soffermandoci in particolare su Anaspida, Thelodonti e Osteostraci. Vedremo le loro anatomie, la filogenesi e il loro significato evolutivo. Buono spazio sarà dato al carattere endemico della distribuzione di alcuni di questi gruppi.
- Nella seconda metà di Settembre sarò ad Oxford per la 60esima edizione del SVPCA,
The Annual Symposium of Vertebrate Palaeontology and Comparative Anatomy, che quest'anno si terrà ad Oxford, per presentare il poster di un mio (et al.) lavoro scientifico su un agnato ordoviciano. Al ritorno vi potrò raccontare alcune delle cose che bollono nel grande calderone della paleontologia dei vertebrati
- Paleostories.blogspot non è un blog dedicato ai pesci (parola infelice di cui abbia già discusso), come qualcuno potrebbe pensare. Finita la nostra trattazione sugli agnati, emergeremo dalle acque per incontrare alcuni bizzarri gruppi di rettili mesozoici, poco noti al pubblico ma di grande importanza, alcuni dei quali probabilmente erigibili a stendardi paleontologici della nostra terra italica.
Spero che il menù sia di vostro gradimento,
a presto!
Cooming soon: "Al freddo e al gelo: l'estinzione di massa di fine Ordoviciano"
Ho dedicato gli ultimi due post di questo blog alla climatologia, soprattutto a quella del passato. Non volevo addentrarmi nei meandri della disciplina, di cui sono poco ferrato (soprattutto di quella attuale), ma solo delineare un quadro generale dell'andamento del clima nel passato.
Mostrando alcuni grafici, ho evidenziato come i periodi di anormalità climatica della Terra siano stati quelli caratterizzati da temperature fredde, spesso con ampia copertura di ghiaccio, e con bassi livelli di pCO2.
Ho fatto tutto questo per introdurre un (o forse due, per spezzare un pò il discorso e non fare un post lunghissimo) post su uno dei più grandi e devastanti eventi che la vita sulla Terra abbia mai subito, l'estinzione di massa avvenuta alla fine dell'Ordoviciano.
Con questo post, chiuderò per un pò la parte relativa ai vertebrati ordoviciani. In seguito proseguiremo il nostro cammino nelle prime fasi dell'evoluzione dei vertebrati, che da questo periodo in poi ha cominciato a prendere numerose strade, molte delle quali saranno familiari (es. squali e pesci ossei).
Tutto questo però fra una settimana, almeno dopo il 12 giugno.
Da domenica vado in Svizzera per fare la guida paleontologica alla Caverna Generosa (sul monte generoso, vicino a Mendrisio), una bellissima grotta del Pleistocene dove sono stati trovati numerosi resti di orso delle caverne, strumenti in pietra neandertaliani e molto altro ancora.
Se siete in zona, venite a trovarmi (dal 3 al 9 Giugno).
Altrimenti, a presto
su Paleostories.
Mostrando alcuni grafici, ho evidenziato come i periodi di anormalità climatica della Terra siano stati quelli caratterizzati da temperature fredde, spesso con ampia copertura di ghiaccio, e con bassi livelli di pCO2.
Ho fatto tutto questo per introdurre un (o forse due, per spezzare un pò il discorso e non fare un post lunghissimo) post su uno dei più grandi e devastanti eventi che la vita sulla Terra abbia mai subito, l'estinzione di massa avvenuta alla fine dell'Ordoviciano.
Con questo post, chiuderò per un pò la parte relativa ai vertebrati ordoviciani. In seguito proseguiremo il nostro cammino nelle prime fasi dell'evoluzione dei vertebrati, che da questo periodo in poi ha cominciato a prendere numerose strade, molte delle quali saranno familiari (es. squali e pesci ossei).
Tutto questo però fra una settimana, almeno dopo il 12 giugno.
Da domenica vado in Svizzera per fare la guida paleontologica alla Caverna Generosa (sul monte generoso, vicino a Mendrisio), una bellissima grotta del Pleistocene dove sono stati trovati numerosi resti di orso delle caverne, strumenti in pietra neandertaliani e molto altro ancora.
Se siete in zona, venite a trovarmi (dal 3 al 9 Giugno).
Altrimenti, a presto
su Paleostories.
Cooming soon e varie
Scusate ma in questi giorni non ho proprio tempo di scrivere un nuovo post, ho un "paleoospite" a casa, sto preparando due esami e tante altre cose da fare. Tornerò presto, sicuramente nel prossimo week end.
Tra le varie cose che sto preparando ci sono: un post su un misterioso resto di lampreda ordoviciana , un paio di post ancora sui vertebrati fossili ordoviciani, un post sul Global Warming e collegandoci a questo parleremo anche di glaciazioni e dell'estinzione di fine ordoviciano, discorso con cui chiuderò la serie di post relativi agli agnati fossili ordovicini.
Ci aspetta dunque un bimestre intenso e freddo.
Copritevi bene!
A presto
Tra le varie cose che sto preparando ci sono: un post su un misterioso resto di lampreda ordoviciana , un paio di post ancora sui vertebrati fossili ordoviciani, un post sul Global Warming e collegandoci a questo parleremo anche di glaciazioni e dell'estinzione di fine ordoviciano, discorso con cui chiuderò la serie di post relativi agli agnati fossili ordovicini.
Ci aspetta dunque un bimestre intenso e freddo.
Copritevi bene!
A presto
Coming soon: la rivincita dei cyclostomi!
Scusate se non ho ancora postato nessun nuovo post.
E' quasi pronto ma prima devo finire di leggere dei lavori.
Inoltre sto avendo una piacevole (e molto istruttiva) discussione con Philippe Janvier del Museo di Storia Naturale di Parigi (uno dei massimi esperti di agnati fossili, e non solo) e voglio finire di parlare con lui di alcune cose prima di affrontare i prossimi argomenti.
Perciò scusatemi; se tutto va come deve andare, entro un paio di giorni avrete il nuovo post (e un altro è in preparazione).
Vi anticipo che parleranno tutti e due dei cyclostomi e del loro ruolo nella nostra comprensione dell'evoluzione dei vertebrati.
Intanti, potete eventualmente rileggervi l' intervista che una lampreda e una missina avevano concesso tempo fa per questo blog.
A presto, su Paleostories!
P.S. A causa di alcune news dell'ultimo minuto (per le mie conoscienze, ma che erano già nell'aria da un po), forse dovrò fare delle piccole correzioni al post "How to build a Vertebrate", quindi, se lo avete già letto, vi pregherei poi di rileggerlo. Scusatemi.
E' quasi pronto ma prima devo finire di leggere dei lavori.
Inoltre sto avendo una piacevole (e molto istruttiva) discussione con Philippe Janvier del Museo di Storia Naturale di Parigi (uno dei massimi esperti di agnati fossili, e non solo) e voglio finire di parlare con lui di alcune cose prima di affrontare i prossimi argomenti.
Perciò scusatemi; se tutto va come deve andare, entro un paio di giorni avrete il nuovo post (e un altro è in preparazione).
Vi anticipo che parleranno tutti e due dei cyclostomi e del loro ruolo nella nostra comprensione dell'evoluzione dei vertebrati.
Intanti, potete eventualmente rileggervi l' intervista che una lampreda e una missina avevano concesso tempo fa per questo blog.
A presto, su Paleostories!
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| Un gruppo di missine aspetta pazientemente di averne nuovamente il loro spazio su questo blog. |
P.S. A causa di alcune news dell'ultimo minuto (per le mie conoscienze, ma che erano già nell'aria da un po), forse dovrò fare delle piccole correzioni al post "How to build a Vertebrate", quindi, se lo avete già letto, vi pregherei poi di rileggerlo. Scusatemi.
Coming Soon: I leggendari ostracodermi!
Immaginatevi animali corazzati, senza bocca, spesso muniti di spine e aculei, con una morfologia che sembra uscita da un film sugli alieni.
Bè, queste creature esistono. E non sono alieni né bizzarrie fantascientifiche. Sto parlando degli Ostracordermi, un gruppo (ahi noi, parafiletico) di simpatici e peculiarissimi pesci paleozoici.
I prossimi post saranno dedicati a loro, in una speciale mini serie.
Tutto questo però, almeno dopo martedì (dopo il mio rientro dal Belgio).
Intanto, gustiamoci la ricostruzione di uno dei tanti ostracodermi, Sanchaspis
Bè, queste creature esistono. E non sono alieni né bizzarrie fantascientifiche. Sto parlando degli Ostracordermi, un gruppo (ahi noi, parafiletico) di simpatici e peculiarissimi pesci paleozoici.
I prossimi post saranno dedicati a loro, in una speciale mini serie.
Tutto questo però, almeno dopo martedì (dopo il mio rientro dal Belgio).
Intanto, gustiamoci la ricostruzione di uno dei tanti ostracodermi, Sanchaspis
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