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lunedì 21 maggio 2012

Global Warming? Si, grazie! (Parte prima)

Oggigiorno siamo continuamente assediati da notizie sul cambiamento climatico, sull'inquinamento, sulla distruzione della Terra da parte dell'uomo, etc etc.
Giornali, televisioni, assemblee pubbliche: ormai le parole clima, cambiamento e catastrofe sono sulla bocca di tutti.
Devo dire che provo un certo fastidio quando (spesso) sento parlare di queste cose da persone che non hanno una formazione scientifica adeguata a capire quello di cui stanno veramente parlando.
Solitamente questi sono gli argomenti preferiti dei giornali da leggere sulla metro, di associazioni ambientaliste e gruppi di protesta (non che non vi siano anche giornali e associazioni corrette, per carità).
Oggi la parola Global Warming ha assunto un significato preciso e si trascina dietro tutto ciò che la gente comune pensa di male riguardo alla presenza dell'uomo sul nostro pianeta.
Ma questa visione rispecchia veramente i dati che abbiamo a disposizione?
Siamo coscienti di come realmente stanno le cose?
In questo post (diviso in due, prima e seconda parte) cercherò di affidarmi esclusivamente ai dati e mostrare brevemente (è un discorso complesso e lunghissimo) cosa sappiamo e cosa non sappiamo dell'evoluzione climatica del nostro pianeta.
Se vi chiedete perchè un blog che fin'ora ha parlato di origine dei vertebrati, di radiazioni adattive, di cyclostomi e di paleontologia affronti questi argomenti, la risposta è che, come vedremo, l'evoluzione del clima della Terra ha profondamente influenzato lo sviluppo della vita.

Vorrei partire citando in parte questo articolo, apparso qualche giorno fa sul gruppo facebook dei naturalisti dell'Università di Milano

 "Secondo le previsioni dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), la più importante commissione di studio delle Nazioni Unite sul riscaldamento globale, se non si ridurranno presto le emissioni di gas serra la temperatura superficiale della Terra, entro la fine di questo secolo, crescerà tra gli 1,8 e i 4 gradi centigradi.
Gli scienziati dell’IPCC ritengono, con una probabilità del 90%, che il riscaldamento climatico sia causato dalle attività antropiche.  
Questo scenario sconcertante è anche e soprattutto la scena di un crimine: i cui colpevoli restano ancora nell’ombra. Un gruppo internazionale di scienziati presieduto dal Nobel Paul Crutzen sostiene che “i cambiamenti causati dall’uomo nella composizione dell’atmosfera e nella qualità dell’aria causano a livello globale 2 milioni di morti premature ogni anno”.
Enel, con le sue centrali a carbone, produce da sola in Italia oltre 26 milioni di tonnellate di CO2.
La CO2 è il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra e del caos climatico che minaccia il nostro mondo.
[..]
È in questo scenario, fatto di desertificazioni, alluvioni, freddi eccezionali come quelli dello scorso febbraio, che s’inseriscono molte delle tragedie cui abbiamo assistito inermi negli ultimi mesi.
[..]"

Benchè l'articolo si chiuda con un invito a cercare nuove fonti rinnovabili e a programmare uno sviluppo sostenibile (due punti su cui sono d'accordo), mi dispiaccio di vedere come tutto il contorno di queste buone intenzioni sia fatto di affermazioni superficiali, errate e volutamente gonfiate.




Questo è il grafico dell'aumento della CO2 negli ultimi 250 anni, con una previsione per i prossimi 50 anni. Come si può vedere, la concentrazione di CO2 in atmosfera è in aumento, con una significativa flessione a partire dalla rivoluzione industriale. Oggi la concentrazione di CO2 (pCO2) è circa 385 parti per milioni e secondo le stime (queste stime) arriverà tra poco a circa 450ppm.


Naturale conseguenza di questo aumento di pCO2 è un aumento di temperatura rispetto alla media della Terra. La differenza oggi è di circa 0,5 C°.
Insomma, è innegabile che sia la temperatura che la quantità di anidride carbonica in atmosfera sono in aumento. Ma perchè? E soprattutto, è davvero così drammatico?

Siccome la storia della Terra non sono gli ultimi 300 anni (tempo ridicolo rapportato a quello geologico), trasferiamo i nostri dati attuali in un grafico che mostri le concentrazioni di CO2 e la temperatura media superficiale della Terra ad una scala geologica, considerando l'intera storia del nostro pianeta.

Dato alla mano (perchè questi sono i dati, senza interpretazioni di parte), possiamo fare varie considerazioni. Riprenderò i colori delle frasi che ho evidenziato all'inizio, perchè sono in qualche modo collegate e rispondo a quelle affermazioni.



Grafico che mostra la variazioni di temperatura (linea blu) e di pCO2 (linea viola) dal Precambriano ad oggi (Da http://www.biocab.org/carbon_dioxide_geological_timescale.html).



Altro grafico (da Paleomap. com) che mostra le variazioni della temperatura superficiale media terrestre dal Precambriano ad oggi. Notare che questo grafico e quello sopra, costruiti da due autori diversi, danno gli stessi risultati (Da http://www.scotese.com/climate.htm).

1)  "la temperatura superficiale della Terra, entro la fine di questo secolo, crescerà tra gli 1,8 e i 4 gradi centigradi."

Gli scienziati dell’IPCC ritengono, con una probabilità del 90%, che il riscaldamento climatico sia causato dalle attività antropiche.
 
Come sanno tutti i geologi e i naturalisti, è appena finita un'era glaciale. Oggi siamo in una fase di interglaciale, ossia in un periodo successivo ad una fase glaciale e quindi di aumento delle temperature e di fusione dei ghiacci. La verità è che oggi fa molto più freddo di quello che dovrebbe essere (o meglio, la temperatura media superficiale della Terra è inferiore ai suoi valori standard), proprio perchè siamo appena usciti da una fase freddo intenso.
A  partire da circa 2 milioni di anni fa, alternanze di periodi glaciali freddi e periodi interglaciali più caldi sono avvenute con grande frequenza. Ad ogni periodi di gelo è seguita una fase di riscaldamento e di ritiro dei ghiacci. Si può notare questa cosa nell'andamento della linea blu della parte destra del primo grafico.
L'aumento di temperatura è dunque "fisiologico", naturale e collegato appunto al contesto climatico geologico che stiamo vivendo. Il global warming è una realtà, ma è una realtà naturale, con o senza uomo oggi le temperature sarebbero comunque in salita.
Dunque, niente di anomalo.

E' vero, 4 gradi in un secolo è una bella variazione, senza dubbio. Ma del resto ci sono stati periodi in cui sono avvenute variazioni ancora più ampie e rapide. Basta guardare il limite Ordoviciano/Siluriano o il picco climatico caldo dell'Eocene (quella punta che si subito dopo l'inizio del terziario). Come ho detto sopra, è' stato calcolato che il valore corrente di cambiamento climatico è di circa 0,5. Medesimi valori calcolati nel Permiano o nell'Ordoviciano danno numeri intorno a 10.
Fate voi le vostre considerazioni.

2)  i cambiamenti causati dall’uomo nella composizione dell’atmosfera e nella qualità dell’aria causano a livello globale 2 milioni di morti premature ogni anno”.

La CO2 è il gas maggiormente responsabile dell’effetto serra e del caos climatico che minaccia il nostro mondo


Prima che comparissero gli esseri umani, i livelli di anidride carbonica in atmosfera sono cambiati diverse volte, generalmente scendendo m,a con fluttuazioni anche molto abbondanti. Il sistema Terra è "progettato" tale che più o meno vi sia un equilibrio tra CO2 immessa in atmosfera (principalmente dai vulcani) e CO2 riassorbita (dall'alterazione delle rocce e in parte dall'attività biologica). Variazioni sono dovute al cambiamento tra la fase di input e output.
Negli ultimi 150 milioni di anni l'aumento dell'attività industriale ha portato a ingenti immissioni di CO2 in atmosfera. Come credo sanno tutti, visto che ogni giorno ce lo ripetono, l'anidride è un gas serra molto efficace. Un aumento dei gas serra (CO2 compresa) è legato ad un aumento delle temperature (ma non è l'uncio fattore che determina variazioni di temperatura).
Oggi la concentrazione di C02 è di circa 385 parti per milione e la temperatura media della Terra è di circa 10 gradi. Per concentrazioni di anidride carbonica inferiori a 670 parti per milione, inizia la rapida formazione di ghiaccio. Come vedremo nel secondo post dedicato a questo argomento, se oggi abbiamo ghiaccio ai poli (condizione rara per quanto riguarda il sistema Terra) è perchè la concentrazione di CO2 attuale è molto bassa. 
Si dice che l'aumento di pCO2 possa causare ingenti danni al pianeta e alla biodiversità, ma, numeri alla mano, possiamo facilmente notare come periodi con grandissima biodiversità, come il Cretaceo o ancora di più il Devoniano e l'Ordoviciano, hanno avuto livelli di C02 molto (MOLTO!) più alti di quelli attuali. 
Nel Cretaceo la pC02 superava abbondantemente i 1000ppm, all'inizio dell'ordoviciano, nel periodo che segno il fenomeno del Great Ordovician Biodiversification Event, addirittura la concentrazione di CO2 in atmosfera era di oltre 5000 ppm! 
Dunque, non è vero che ad alti livelli di C02 il pianeta va incontro a devastazioni o  catastrofi o danni e morti globali. Fa solo più caldo.
 Come vedremo nel prossimo post, ad alti valori di pCO2 si ha un aumento (non uniforme, con variazioni minori all'equatore e maggiori ai poli) di temperatura, ma con conseguenze per la vita e per il termoequilibrio della Terra molto blande. 
Invece, per bassi livelli di pCPO2, la Terra si raffredda, spesso congela, e subisce drastici cambiamenti ambientali e climatici. 
E prossimamente vedremo la vita preferisce di gran lunga il molto caldo al molto freddo.

Dunque, diffidate di chi vi dice che il Global Warming è un pericolo per la Terra. 
Che esso avvenga è fuori discussione, ma la sua reputazione di catastrofe è piuttosto ingiusta.
Non abbiate paura dei cambiamenti, che sono naturali e muovono l'evoluzione del nostro pianeta e della vita su di esso.
Questo post vuole essere una provocazione, un monito a convincervi ad avere occhio critico verso le notizie che ci circondano; un occhio che deve essere razionale e consapevole che quello che succede oggi non è un qualcosa di anacronistico ma va contestualizzato nel tempo.
Preparatevi e mettetevi addosso qualcosa di pesante perchè nel prossimo post andremo a vedere cosa succede se invece la CO2 in atmosfera dovesse pericolosamente abbassarsi.

Alla prossima, 
su PaleoStories!

P.S. Non fraintendetemi: non voglio dire che dobbiamo metterci a emettere CO2 a tutto spiano per far tornare i suoi livelli come quelli dell'Ordoviciano. E' importante guardare ad uno sviluppo sostenibile ed ecologico, che possa garantire a tutti il benessere. Volevo solo mostrare i dati reali e le interpretazioni oggettive, esule dall'isteria generale dei media riguardo a questo argomento.
E comunque rassegnatevi, che lo vogliate o no la Terra si sta riscaldando, e lo sta facendo ben volentieri....

32 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo, bell'articolo.

MarcoCasti ha detto...

Caro aninimo potresti firmarti? mi piacerebbe sapere con chi parlo :-)

Giuliano Persali ha detto...

Molto bravo Marco! Finalmnete chiarezza e oggettività al posto del terrorismo mediatico che si fa tipicamente e a sproposito sull'argomento! Ovviamente in un post non hai potuto trattare ogni particolare della materia, ma già così lo ritengo un quadro molto buono.

Giuliano Persali ha detto...

Marco faccio una puntualizzazione al tuo post che, come ho già detto, apprezzo. Penso che uno dei seri problemi del riscaldamento globale stia negli effetti breve periodo, infatti sono d'accordo con te sul fatto che in generale "la vita" sta meglio se fa più caldo, ma ci sono microcondizioni come la Namibia, il Bangladesh e altri ancora in cui le persone e gli ecosistemi presenti sopravvivono a stento su equilibri climatici molto instabili; il riscaldamento di 1-2-3 gradi o quanti vuole l'IPCC potrebbe pesantemente alterare questi equilibri e nel breve periodo la popolazione di molto stati del mondo potrebbe subire seri danni, nonostante nel medio e lungo periodo l'umanità e la biodiversità potrebbero avere un vantaggio da un clima di qualche grado più caldo..

Stefano U ha detto...

Ciao Marco, non credo abbia molto senso paragonare temperatura e concentrazioni di gas serra di ere geologiche così lontane se lo scopo è capire gli effetti che può avere l'attuale riscaldamento perchè molti dei numerosi parametri su cui ci si affida per modellizzare il clima sono inevitabilmente differenti ( non mi soffermo su questo punto dato per scontato che si conoscano). Può avere un senso fermarsi al Quaternario , dove l'assetto geofisico del quadro era praticamente uguale all'attuale. Meglio ancora sarebbe considerare gli ultimi 800k anni, periodo nel quale abbiamo più proxy data ( tra cui i carotaggi di Dome C).
Ora , premettendo che i dati in possesso non siano taroccati da Nasa, IPPC e NOAA ( come alcuni negazionisti affermano) tiriamo delle conclusioni.
Quando si analizzano i cambiamenti climatici su un periodo di scala millenaria il forcing dominante è quello della variazione d’insolazione al top dell’atmosfera . Nel periodo preso in considerazione il forcing d’insolazione è piuttosto irrilevante (Si stima che i cambiamenti dell’irradianza solare dal 1750 producano un forzante radiativo pari a +0.12 [da +0.06 a +0.30] Wm-2,).In questa scala i due forcing naturali da tenere in considerazione sono cambiamenti dell’irradianza totale solare ed eruzioni vulcaniche. Le eruzioni vulcaniche possono avere un impatto non solo su scala locale ma anche globale. Alcune delle maggiori eruzioni vulcaniche vengono rilevate in numerosi proxi ( nelle carote di ghiaccio abbiamo addirittura i sedimenti di polveri visibili ad occhio nudo). Le eruzioni possono trasportare un immenso numero di aerosol nella stratosfera dove possono permanere per molti anni. (parte1)

Stefano U ha detto...

Questi aerosol modificano le proprietà radiative dell’atmosfera diminuendo l’irraggiamento solare sulla superficie terrestre, con conseguente diminuzione della temperatura. In particolare tendono a favorire un andamento positivo della Nao, caratterizzante di un inverno particolarmente caldo in Europa. Per quanto detto l’ultimo millennio è un laboratorio ideale per testare i modelli climatici che valutano quanto c’è di umano e quanto di naturale in questi cambiamenti climatici globali.
Quando i modelli climatici sono guidati solo dai forcing naturali non ci si spiega il perché di questo riscaldamento. Se includiamo nei modelli i forcing antropogenici i risultati si avvicinano molto ai cambiamenti osservati...i forcing antropogenici sono i gas serra concentrati in atmosfera, questo comporta un forcing radiativo di circa 2 W m-2 nel 2000 rispetto alle condizioni preindustriali. D’altronde abbiamo aerosol di solfati che hanno un forcing radiativo negativo , per fortuna in diminuzione grazie e norme antinquinamento più severe.
Il trend attuale è spiegato solo includendo i forcing antropogenici, ergo è un riscaldamento da considerarsi antropico.
Non discuto che in passato la temperatura sia stata maggiore della attuale ma questo riscaldamento repentino non può che esser dannoso per il sistema terra naturale.
oltretutto la temperatura media è quella che tu hai indicato +0.8 gradi circa, in realtà in alcune zone ha toccato +8 gradi e in altre temperature negative . Il trend è comunque positivo. MAgari in islanda sono contenti di coltivare i pomodori ma in certe zone dove già le elevate temperature sono un problema avere qualche grado in più ha dato seri problemi alle popolazioni residenti, per non parlare dell'influenza sulle precipitazioni e su eventi estremi.
L'aumento della temperatura , correlato con aumento di CO2, acidificazione di oceani e tutto ciò che ne deriva sono tutti fattori che determinano uno sconvolgimento del delicato ecosistema marino. Il problema non sta tanto nell'aumento o no della temperatura e tutto ciò che ne consegue quanto alla repentinità ed alla naturalità di tale aumento ( prima non ho citato i cicli di milankovic ecc).
probabilmente ho lasciato via qualcosa o non sono stato chiarissimo, me ne scuso in anticipo.
PS: se anche si facesse terrorismo mediatico su questo , sarebbe solo un bene. è grazie al riscaldamento globale se si sono presi provvedimenti come il protocollo di Kyoto, indicazioni e direttive comunitarie, lifemotive e strategie di marketing di aziende energetiche ed automobilistiche, sensibilizzazioni del cittadino riguardanti l'inquinamento e il risparmi di energia. Fosse anche tutto un complotto dei produttori di di energie rinnovabili sarei solo che favorevole :)
Stefano.

Giovanni Baccolo ha detto...

Ho letto con interesse il post, ho delle osservazioni da fare.

La prima riguarda il concetto del "un po' di caldo in più non ha mai fatto male, anzi". Sicuramente il pianeta in sé non ha alcun problema, la temperatura media globale può essere 50° come -15°, non cambia nulla per lui, ma per noi? Per noi si, ci siamo sviluppati in un contesto "termico" ben preciso, dubito che se tra 200 anni la temperatura media globale sia una decina di gradi più elevata la vita possa andare tranquilla come sempre, basti pensare a quel centinaio di metri d'acqua in più... Poi certo, probabilmente non sarebbe la catastrofe finale, ma credo che ci sarebbero enormi difficoltà e la qualità della vita ne risentirebbe pesantemente.

Altra questione, la rapidità degli eventi. Nel post viene detto:
"Come ho detto sopra, è' stato calcolato che il valore corrente di cambiamento climatico è di circa 0,5. Medesimi valori calcolati nel Permiano o nell'Ordoviciano danno numeri intorno a 10."
Mi chiedo cosa voglia dire questo. Nel senso, noi oggi osserviamo un aumento della temperatura che nell'ultimo secolo è stato di 0.5-1°, che senso ha confrontare questo dato con un cambiamento climatico avvenuto 450 milioni di anni fa? E poi la risoluzione delle costruzioni climatiche decresce man mano che ci spingiamo nel passato, ad esempio fino a 40.000 anni fa ci sono proxy climatici con risoluzione annuale, ma già a 1.000.000 questa diventa di diversi secoli. A 450 milioni di anni fa non è possibile dire che la temperatura è aumentata di 10°, non esiste alcun archivio paleoclimatico che permetta di ottenere una simile informazione.

Certamente c'è tanto sensazionalismo per i cambiamenti climatici, certamente il pianeta sopporta senza problemi un aumento di 1,10,20° in un secolo, ma noi possiamo dire lo stesso? Provate a mettervi nei panni di un indigeno di un qualche atollo del pacifico. Se le cose presto non cambieranno quell'indigeno dovrà trasferirsi a migliaia di km, perché la sua isoletta scomparirà, sommersa. Certo forse il pianeta può benissimo farne a meno, non cambia poi nulla, ma non è estremamente egoista come ragionamento?

Stefano U ha detto...

http://www.nature.com/nature/journal/v429/n6992/images/nature02599-f2.2.jpg
Nature
http://www.ncdc.noaa.gov/paleo/pubs/jouzel2007/fig2.jpg
noaa

risultati dei carotaggi condotti in antartide ( epica DOME C)

MarcoCasti ha detto...

Giuliano, capisco la tua preoccupazione, ma il punto è: può la messa in pericolo di qualche migliaio di persone essere considerata un problema per la Terra, perchè è della Terra di cui si parla. Alla fine, tu pensala al contrario: durante le molte fasi glaciali/interglaciali la temperatura della Terra ha variato notevolmente e in pochissimo tempo, con estinzioni più o meno locali di molti taxa. Non vedo perchè scandalizzarsi se vi sono estinzioni locali umane. Non confondiamo l'etica con la natura, per favore.
Se vogliamo parlare di problema global warming, ammettiamo che è un nostro problema. Non scomodiamo la natura, però ;-)

MarcoCasti ha detto...

"non credo abbia molto senso paragonare temperatura e concentrazioni di gas serra di ere geologiche così lontane se lo scopo è capire gli effetti che può avere l'attuale riscaldamento perchè molti dei numerosi parametri su cui ci si affida per modellizzare il clima sono inevitabilmente differenti"

sicuro? la Terra di oggi funziona come quella di ieri. Se non pensi che sia così, speigati meglio.

Sul resto del discorsao, sono d'accordo, ho seguito anche io due corsi di climatologia, quindi capisco cosa intendi, rispondo alla seconda parte dunque.

MarcoCasti ha detto...

"Questi aerosol modificano le proprietà radiative dell’atmosfera diminuendo l’irraggiamento solare sulla superficie terrestre, con conseguente diminuzione della temperatura. In particolare tendono a favorire un andamento positivo della Nao, caratterizzante di un inverno particolarmente caldo in Europa.
Quando i modelli climatici sono guidati solo dai forcing naturali non ci si spiega il perché di questo riscaldamento"

Dimentichi due cose: 1) oltre a emettere aereosol, come dici giustamente, ingenti eruzioni vulcaniche emettono anche CO2 in gran quantità. Dunque, bisogna tenere in considerazione che una forte attività vulcanica tende ad alzare di molto le emissioni e a causare più effetto serra. Non capisco come questo non possa essere una spiegazione naturale dell'aumento di temperatura. Nel passato, quando l'uomo non c'era, sono avvenuti fenomeni di intensa attività vulcanica con conseguente aumento di C02, in maniera naturale.
2) La concentrazione di CO2 in atmosfera è guidata non solo dall'input ma anche dall'output. L'output principale è l'alterazione delle rocce silicatiche, che prelevano CO2 dall'atmosfera. Episodi di diminuzione dell'alterazione dei carbonati hanno dato luogo ad aumenti di C02 perchè non si controbilanciava più l'input (che è sempre rimasto uguale).
C'è da dire che ad umento dell'input aumenta anche l'output, perchè temperature maggiore favoriscono l'alterazione dei silicati e quindi maggior riassorbimento di C02 dall'atmosfera.

A tal proposito, ti segnalo due letture:

http://users.unimi.it/paleomag/geo2/Walker+1981.pdf
http://users.unimi.it/paleomag/geo2/Kent&Muttoni2008.pdf

"Il trend attuale è spiegato solo includendo i forcing antropogenici, ergo è un riscaldamento da considerarsi antropico."
Alt alt, non ho detto che l'uomo non sta influendo sui livelli di C02, anzi, ho detto il contrario. Ho anche detto però che episodi di aumento della C02 si sono verificati diverse volte, anche pochissimo tempo fa, e non per causa antropica. Che poi l'uomo ci stia mettendo del suo è indiscutibile, ma non è assolutamente vero che è solo contributo antropogenico.

"ma questo riscaldamento repentino non può che esser dannoso per il sistema terra naturale."

Il mio punto era proprio questo: può essere dannoso, sarà dannoso..ma di sicuro non per il sistema terra naturale. Siccome il soggetto della frase è "questo riscaldamento repentino", tale soggetto (e il suo amico raffreddamento repentino) sono avvenuti tante volte nel corso della storia, causando estinzioni, vero, ma le estinzioni sono naturali e sono uno dei pilastri dell'evoluzione. Dunque, non vedo cosa ci sia di non naturale in tutto questo.

Grazie del contributo, molto preciso e scientifico, attendo risposta

Marco :-)

MarcoCasti ha detto...

E quindi? non ho ben capito perchè questa cosa dovrebbe essere pertinente

MarcoCasti ha detto...

Caro giovanni, concordo con te in parte.

"Sicuramente il pianeta in sé non ha alcun problema, la temperatura media globale può essere 50° come -15°, non cambia nulla per lui, ma per noi? Per noi si, ci siamo sviluppati in un contesto "termico" ben preciso, dubito che se tra 200 anni la temperatura media globale sia una decina di gradi più elevata la vita possa andare tranquilla come sempre, basti pensare a quel centinaio di metri d'acqua in più..."

E' chiaro che dobbiamo preoccuparci di noi, ma se vogliamo dirla tutta, noi ci siamo originati in un contesto completamente diverso, ossia in un era glaciale! Siamo sicuri che se la terra fosse rimasta con la stessa temperatura di quando noi (H. sapiens) ci siamo sviluppati (pe raltro, ha fluttuato pesantemente e rapidamente varie volte), ci sarebbe tutto questo? C'era neve perenne in Lombardia...di sicuro il riscaldamento globale (non antropico), che ha innalzato la temperatura di parecchi gradi, non ci ha fatto altro che bene...

"A 450 milioni di anni fa non è possibile dire che la temperatura è aumentata di 10°, non esiste alcun archivio paleoclimatico che permetta di ottenere una simile informazione" Fonte?
I grafici sono costruiti seguendo una serie di studi paleoclimatici, non a caso. Basta cercare un po di letteratura per trovare i dati, non capisco questo scetticismo.

Giuliano Persali ha detto...

L'ultimo punto dell'intervento di Giovanni corrisponde circa a quello che avevo detto sugli equilibri molto labili. Essi non riguardano solo l'uomo però ma anche ecosistemi e se effettivamente c'è una relazione tra le emissioni antropiche e il riscaldamento globale non trovo etico sia verso l'uomo sia verso la natura non intervenire per porre rimedio. In questo caso non penso ci sia più molta distinzione tra discorsi "per la natura" e discorsi "per l'uomo" ma ritengo ci sia una convergenza.
Un'ultima cosa sulla pubblicizzazione del fenomeno: non sono del tutto d'accordo con Stefano riguardo al bene che può fare il terrorismo mediatico su questo argomento; a livello scientifico si fanno studi come quelli di Maggi ecc. e sulla base di questi si fanno summit in cui si prendono provvedimenti come Kyoto ecc. e questo è senza dubbio un bene; però sentire al tg che a Genova c'è stata l'alluvione per i cambiamenti climatici e che in futuro dobbiamo prepararci a devastanti tempeste tropicali mi sembra un'esagerazione e una strumentalizzazione di un problema che potrebbe essere divulgato in maniera molto più oggettiva.

MarcoCasti ha detto...

"Essi non riguardano solo l'uomo però ma anche ecosistemi e se effettivamente c'è una relazione tra le emissioni antropiche e il riscaldamento globale non trovo etico sia verso l'uomo sia verso la natura non intervenire per porre rimedio"

La relazione c'è, perchè comunque è innegabile che anche noi ci stiamo mettendo del nostro. Ho detto più volte nel post che anche io ritengo giusto pensare a un'economia sostenibile e ad un modo di vivere che tenga conto del benessre generale (umano e naturale). Tuttavia (e tu che come mei sei naturalista), non trovo corretto che si parli di danneggiamento degli ecosistemi, di perdita di biodiversità, etc..perchè gli ecosistemi non si danneggiano, gli ecosistemi cambiano. Non è che se al posto del polo su ci sarà un mare semi - temperato 8è già successo nel passato) allora le cose non andranno bene. Sarà solo diverso. Cambiamento non vuol dire distruzione o tendenza verso una situazione peggiore. Vuol dire cambiamento, vuol dire evoluzione. Punto. Tutto il resto sono solo nostre fobie.

Stefano U ha detto...

"Il mio punto era proprio questo: può essere dannoso, sarà dannoso..ma di sicuro non per il sistema terra naturale. Siccome il soggetto della frase è "questo riscaldamento repentino", tale soggetto (e il suo amico raffreddamento repentino) sono avvenuti tante volte nel corso della storia, causando estinzioni, vero, ma le estinzioni sono naturali e sono uno dei pilastri dell'evoluzione. Dunque, non vedo cosa ci sia di non naturale in tutto questo."
"Che poi l'uomo ci stia mettendo del suo è indiscutibile, ma non è assolutamente vero che è solo contributo antropogenico."


Il concetto di fondo è innegabile, il problema attuale è che l'aumento di temperatura e di concentrazione di gas climalteranti non è per nulla naturale. Quindi mi va benissimo se il tutto fose dovuto a cause naturali, ma non è il caso attuale. Io non sto dicendo che l'aumento di temperatura sia innaturale, ma che l'attuale aumento lo sia. Ogni macro o micro inquinante che viene immesso in atmosfera entra nel carosello dei forcing , direttamente o indirettamente.
Ovviamente quando si parla di aumento di temperatura e di di aumento di concentrazione di gas climalteranti bisogna pensare a tutto ciò che questo comporta al sistema terra. NOn solo il scioglimento dei ghiacciai e l'innalzamento della temperatura... ti cito una parte di un articolo di Valter Maggi che mi piacque molto
"Vengono pubblicati oltre 800 articoli scientifici all’anno solo sui risultati delle misure sul ghiaccio polare, è quindi impossibile riassumere tutto in poche righe, ma possiamo fare un esempio che potrebbe chiarire la situazione. Nel passato l’anidride carbonica ha raggiunto al massimo i 280 parti per milione ed è variata naturalmente con valori di 1-2 parti per milione massimi ogni secolo. Ma oggi? A partire dall’inizio del XX secolo l’anidride carbonica è aumentata di circa 100 parti per milione per secolo. Quindi, volendo fare i conti della serva, 2 parti dal sistema naturale e 98 parti dall’Uomo!
E’ chiaro che questo effetto non può che andare ad intaccare seriamente quello che Madre Natura ha costruito da sola. Oramai è abbastanza chiaro che per gli ultimi 30-40 anni, l’uomo ha influito sul sistema climatico causando una parte dell’aumento di temperatura che registriamo da 100 anni.
Questo certamente non distruggerà il nostro Pianeta, e tantomeno nei prossimi 100 anni il genere umano non rischia l’estinzione. Ma il clima controlla un’ampia fetta del sistema umano, dalla produzione agricola, alla pesca, alle necessità energetiche, alla disponibilità di acqua, e tanto altro. Sul nostro pianeta vivono attualmente oltre 6 miliardi di persone di cui almeno 4 senza accesso alle necessità di base, inoltre abbiamo una stima a 10 miliardi per il 2100. Per cui permettetemi una domanda. Se il clima cambierà in modo sostanziale, riusciremo a sostenerli tutti? "

MarcoCasti ha detto...

"Nel passato l’anidride carbonica ha raggiunto al massimo i 280 parti per milione ed è variata naturalmente con valori di 1-2 parti per milione massimi ogni secolo"

???? Ma non è vero! Con tutto il rispetto per Maggi (che non so chi sia), parli un pò con i paleoclimatologi (e non solo con quelli che studiano il Quaternario)!!!

"Sul nostro pianeta vivono attualmente oltre 6 miliardi di persone di cui almeno 4 senza accesso alle necessità di base, inoltre abbiamo una stima a 10 miliardi per il 2100. Per cui permettetemi una domanda. Se il clima cambierà in modo sostanziale, riusciremo a sostenerli tutti? "

La risposta che mi sento di dare è: No, presumibilmente no. E allora? Siamo noi che siamo andati fuori natura, nessun taxa animale ha uno sviluppo così contrallato e così esule dalle leggi di natura. Sarò cinico o egoista, ma il mondo animale è sempre stato in equilibrio perchè chi non ce la fa muore. Da noi ce la fanno sempre tutti, è questo il vero problema. L'etica umana ha cancellato la selezione naturale sull'uomo...e non è certo un bene.
Ripeto: sono superdaccordo con te che dobbiamo adeguarci e ripristinare la nostra economia affinchè si possa avere il naturale corso delle cose. D'accordissimo. Il mio voleva solo essere una provocazione a quello che oggi viene inteso per cambiamento. Il cambiamento non è marvagio, è cambiamento. Dicono tutti "Save the Earth" quando la Terra si salva da sola. Perchè nessun parla con onestà è dice che non è un Global danger ma solo un Human danger?

Giovanni Baccolo ha detto...

Per quanto riguarda l'ultimo punto intendo che non è possibile dire che alla transizione tra Ordoviciano e Siluriano la temperatura sia cambiata di 10° in un secolo, perché nessun proxy paleoclimatico raggiunge una simile risoluzione per epoche così remote. In letteratura le risoluzioni raggiunte per quei periodi sono di diverse migliaia o decine di migliaia di anni, quindi non ha senso confrontare quelle transizioni climatiche con l'attuale riscaldamento, le scale temporali sono completamente diverse e inconfrontabili.

Mi sembra di aver capito che il discorso è "questo non è affatto un periodo caldo se confrontato con altri, non dobbiamo preoccuparci, è tutto naturale". Mi sembra azzardato sostenere ciò, nell'ultimo milione di anni la conc. di CO2, CH4, NO2 non ha mai raggiunto i valori attuali, e soprattutto con questa velocità. Stiamo forzando il sistema climatico e presto questo dovrà adattarsi in modo del tutto imprevedibile alla situazione.

Giovanni Baccolo ha detto...

Non sarebbe preferibile indicare le fonti quando si tirano in ballo numeri e dati? Sono capaci tutti di tirare acqua al proprio mulino a parole.

So bene a quali studi si riferisce Stefano, citiamone giusto un paio

http://www.nature.com/nature/journal/v429/n6992/pdf/nature02599.pdf
http://www.daycreek.com/dc/images/1999.pdf

ma ce ne sono davvero tanti altri che fanno vedere che le variazioni di CO2 nell'ultimo milione di anni hanno seguito l'andamento descritto da stefano. Dove posso trovare materiale che invece evidenzia che i cambiamenti attuali non sono esagerati e sono anzi cosa normale per il sistema terra?

Giuliano Persali ha detto...

"Non è che se al posto del polo su ci sarà un mare semi - temperato 8è già successo nel passato) allora le cose non andranno bene. Sarà solo diverso. Cambiamento non vuol dire distruzione o tendenza verso una situazione peggiore. Vuol dire cambiamento, vuol dire evoluzione."

é vero, sono d'accordo con te, è sbagliato parlare di cambiamento come sicuro peggioramento e in questo sbagliano sia media sia scienziati.
In ogni caso, penso, che non sia etico che l'uomo sia la causa del cambiamento di un ecosistema. Un cambiamento, per le specie viventi attuali di un ecosistema sensibile, può voler dire estinzione; non trovo giusto esserne la causa.

MarcoCasti ha detto...

Scusa giovanni, ma nessuno qui ha parlato di "ultimo milione di anni"... la mia risposta a stefano era alla frase "Nel passato l’anidride carbonica ha raggiunto al massimo i 280 parti per milione ed è variata naturalmente con valori di 1-2 parti per milione massimi ogni secolo"

Ora, la parola "passato" non significa ultimo milione di anni..la Terra ha più di 4 miliardi di anni! Che nell'ultimo milione di anni mostri trend di variazione molto veloci ma contenti (relativamente) è indubbio ed è presente anche dai miei grafici (di cui ho indicato le fonti ora).m Ma, ripeto, il passato non è l'ultimo milione di anni.

Un esempio di quello che dico?

http://users.unimi.it/paleomag/geo2/Zachos+2001.pdf
http://users.unimi.it/paleomag/geo2/Kent&Muttoni2008.pdf

In più, consiglio il libro:
http://books.google.it/books/about/Terrestrial_palaeoecology_and_global_cha.html?id=_VxOAQAAIAAJ&redir_esc=y

Anonimo ha detto...

Ciao marco, sono Christian, un compagno di corso dei tizi che ti hanno risposto sopra.
Volevo condividere il mio pensiero su alcune cose che hai scritto sopra.

Il fatto che il cambiamento climatico sia una realtà e che buona parte del forcing sia imputabile all'uomo penso sia ormai chiaro (se non ti è chiaro ci sono una sfilza di studi, che sicuramente Giovanni conosce meglio di me, che evidenziano emblematicamente questa realtà).
Il fatto che non sia un problema della Terra ma nostro è evidente! Sono pienamente daccordo quando tu dici che la vita è in grado di sopportare variazioni climatiche ben più drastiche delle attuali riuscendo comunque a supportare la vita.
Rimango abbastanza basito però quando scrivi cose come:

"Non vedo perchè scandalizzarsi se vi sono estinzioni locali umane."

E' facile parlare dire queste cose seduto su una comada poltrona, cittadino di uno dei paesi del primo mondo, in un'area non a forte rischio in caso innalzamento del mare o desertificazione,..ecc.
Ma immedesimati nel pescatore del Bangladesh, con famiglia a carico, che abita sul delta del Gange. Cosa penseresti se ti dicessero che a causa di "quelli del primo mondo" il tuo villaggio, il posto in cui sei nato, dove ci sono i tuoi cari e i tuoi affetti, tra 30 anni sarò sotto 5 m di sotto il livello del mare; che tutto il tuo mondo tra qualche anno non ci sarà più. Non penso che faresti ancora queste affermaziobni con tanta leggerezza!
Qui non stiamo parlando di numeri, ma di persone!

Poi tu mi hai scritto anche che non stiamo parlando di etica ma di natura. Ma non sono proprio scelte etiche quelle che hanno portati al protocollo di Kyoto? E se proprio la parola etica ti fa venire l'orticaria, parliamo per lo meno di "amor proprio": è verò la vita sulla Terra sopporterà benissimo il cambiamento climatico, è anche vero che anche l'uomo sopravviverà, ma molti moriranno o comunque passeranno situazioni molto critiche. E se tu, Marco, fossi uno di questi molti?

Christian

Stefano U ha detto...

marco, come già ho detto NON ha alcun senso quando andare oltre agli 800ky ago... per motivi già spiegati, forse però essendo tu paleobiologo la pensi diversamente. A me da scienziato ambientale ( tu prima ci hai definito naturalisti, no, siamo ambientali) interessa studiare il sistema terra,ambiente, chiamalo come vuoi, che sia perlomeno modellizzabile e che abbia dei proxy data certi ( vedi carotaggi dome C , 800ky). Non me ne può fregar di meno che nell'ordoviciano la concentrazione di CO2 fosse 4400ppm perchè i parametri geofisici terrestri e non eran " leggermente" differenti, come tu ben saprai.

MarcoCasti ha detto...

Non voglio addentrarmi in questioni di etica (pure noi a scienze naturali magistrale abbiamo fatto un corso di etica ambientale). Uno può pensarla come la vuole, ma se succedono queste cose è solo ed esclusivamente colpa nostra. Siamo troppi e siamo andati run off come sviluppo demografico. E questo comporta delle responsabilità, che ci piaccia o no. Potevamo pensarci prima.
Christian, vivrò se mi va bene 80 anni, se non mi va bene posso morire anche domani. Il fatto che io viva o no non cambia assolutamente niente. Non vedo come debba essere tanto preoccupato se io o altri ce la faremo. Stiamo parlando della terra o dell'uomo?
No perchè allora cambiamo titolo e diciamo che stiamo parlando di problemi umani, non ambientali. Ambiente non è solo uomo.

MarcoCasti ha detto...

Stefano, ho definito me e giuliano naturalisti, perchè abbiamo fatto la laurea triennale in scienze naturali assieme. Lo so che voi siete degli ambientali (ma ne siete sicuri?).

Che poi, valgano solo gli ultimi 800ky, è la scuola di pensiero che vi viene insegnata a voi ambientali. Vallo a dire a tutti i paleoclimatologi che ci sono in giro per il mondo...voglio proprio vedere cosa ti rispondono ;-)
Ed è stato modellizzato e vi sono proxy anche di quello... qualche esempio?

http://data.openearthsystems.org/readings/Open%20Earth%20Library-%20Topical%20Folders/CO2%20and%20O2%20%28Proxy%29%20History/Royer2006-CO2-forced%20climate%20thresholds%20during%20the%20Phanerozoic.pdf

http://www.ipgp.fr/files_lib/648_Dessert-2001-EPSL.pdf

Se vi interessa il sistema ambiente, sappiate che il sistema ambiente esiste da piu di 800ky, che vi piaccia o no...

MarcoCasti ha detto...

Dai, ora basta discutere. Ognuno ha la sua opionione, più o meno condivisibile e frutto di diversi background culturali. Rispetto i vostri pensieri, anche se mi sembrano dettati da carenze di conoscienza di alcuni settori, come io ne ho nel vostro. Per questo è stato bello avere questa discussione.

Volevo fare questo post perchè è colegato ad un argomento puramente paleontologico che affronterò fra poco, come una sorta di introduzione o stato dell'arte, e presentare sommariamente ciò che sappiamo sulla storia climatica del pianteta, ma anche come una provocazione dell'isterismo da global warming che innegabilmente ci circonda.

Grazie per aver partecipato e implementato con i vostri pensieri la discussione.

a presto

Marco

Giovanni Baccolo ha detto...

Vorrei fare un po' di chiarezza.

Clima dell'ultimo milione di anni: la CO2 oscilla entro un range ben preciso di CO2, negli ultimi cento anni siamo usciti da questo intervallo, tra poco raggiungeremo il raddoppio.

La temperatura, questa si' che anche nell'ultimo milione di anni ha subito oscillazioni intense e veloci, esempio: eventi dansgaard-oeschger (delta T dell'ordine della decina di gradi in intervalli di tempo di pochi secoli, riguardano l'emisfero nord durante l'ultimo glaciale).

Questo e' il dato oggettivo, che conosciamo con una risoluzione temporale di pochi anni, per quanto riguarda la groenlandia sappiamo con precisione come e' variata T, CO2, etc anno per anno, fino a 42.000 anni fa.

La storia climatica della terra prima: proxy utilizzati, sedimenti oceanici e rocce sedimentarie, CO2 e T hanno raggiunto valori piu' elevati degli attuali, ma in quanto tempo? Boh, chi lo sa, dagli articoli che sono stati citati le risoluzioni sono dell'ordine del milione di anni, molto difficile, forse privo di senso, confrontare questa situazione con quella attuale.

Detto questo, tutti sappiamo benissimo che al pianeta e alla vita sulla terra non cambia nulla che la CO2 sia a 200 ppm o 2000 e che al polo si giochi a palle di neve o si prenda il sole in mutande. La vita andra' avanti lo stesso, il pianeta pure e il sole brillera' sempre nel cielo, il problema e' solo nostro, tutto dipende da noi, vogliamo continuare a vivere in un pianeta "abitabile" (per noi si inetende) o non ci importa e come andra' andra'?
L'uomo non ho un posto privilegiato sulla terra dal mio punto di vista, siamo al pari delle formiche o dei platelminti, pero' nella storia della terra non credo (non lo so, non me ne occupo) sia mai successo che una specie abbia mai minacciato le altre come noi stiamo facendo, questo ritengo non sia un nostro diritto. Lo sappiamo bene che i cambiamenti climatici non ci faranno poi cosi' bene, sta a noi decidere. Pero' discorsi del tipo che se muoio domani non me ne frega niente mi sembrano esagerati e privi di senso, se davvero non ce ne fregasse niente non saremmo qui a discutere, ma apriremmo la finestra e ci butteremmo di sotto, lo sappiamo che al sistema terra una vita in meno da sostenere non puo' che fare piacere, ma non e' cosi' tutti ci teniamo alla vita e tutti dobbiamo pensare a quella degli altri, e' questo il motivo che deve spingere l'umanita' a prendere coscienza del problema e cercare, quantomeno, di contenerlo

Giovanni Baccolo ha detto...

Si e' vero e comunque queste discussioni sono utili e credo che almeno su un punto siamo tutti d'accordo, il cambiamento climatico e' un problema solamente nostro

MarcoCasti ha detto...

Su questo non ho mai detto il contrario, anzi, ho detto che è sicuramente necessario revisionare l'economia per un futuro sostenibile e più o meno in benessere per tutti.
Ma siccome nel mio blog si parla della storia della vita sulla Terra, ho voluto semplicemente far vedere come la variazione, il cambiamento, sia già successo e più volte. Che poi sia per causa nostra o degli eventi penso che non cambi agli animali, che non ne siano coscienziosi. E' certamente nostro dovere far si che il nostro impatto sia il meno possibile, ma alla fine se siamo arrivati a poter scrivere su internet dalle nostre case è anche perchè abbiamo preferito il nostro benessere al benessere del pianeta.

Il miopost non era un invito a fregarsene, solo un invito a capire meglio la natura e le sue dinamiche. Prima di poterla salvare (da cosa? sta cambiando, non morendo), bisogna imparare a conoscerla.
Comunque, cari ambientologi, il futuro è nelle vostre mani.
A me piace il passato e sono già contento così ;-)

Anonimo ha detto...

E' dimostrato scentificamente che i dinosauri scuregiavano come delli osessi e guarda un po si sono estinti.

MarcoCasti ha detto...

:-)

Anonimo ha detto...

The Golden Path
Ha detto: Ottimo articolo
about us : Ha detto: interessanti