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lunedì 11 febbraio 2013

Coming soon: "Occhio alle spine: a tu per tu con gli acanthodi"

Qualche tempo fa, quasi due anni fa, se non ricordo male, avevo un giovane tritone d'acqua dolce (Pleurodeles waltl) in uno dei miei acquari. Ero ancora inesperto nell'allevamento di anfibi, essendomi dedicato quasi esclusivamente a pesci e invertebrati. Avevo inserito il tritone in un piccolo acquario che conteneva già un paio di Otocinclus (O. affinis), piccoli loricaridi (siluriformi) del sudamerica (che attualmente ho ancora). Sapevo che essi erano robusti, veloci e che non si sarebbero fatti catturare dal tritone, dunque lo considervo un abbinamento che non avrebbe creato grossi problemi.
Fu così per vari mesi, finchè un giorno trovai il tritone, diventato ormai grandicello, con la bocca spalancata e una coda familiare che fuoriusciva dalle fauci:si era mangiato un Otocinclus!
Ma, lo notai subito, il tritone non era riuscito ad ingoiare completamente la preda: come mai?

Essendo abbastanza esperto di loricaridi, mi fu subito chiaro il perchè: la maggioranza di questi pesci possiede una pinna dorsale munita di una sottile ma robusta spina ossea, un'adattamento per irrobustire la pinna e difendersi da eventuali attacchi.
Quando l'animale si sente minacciato, alza la pinna dorsale per far capire all'aggressore che è in possesso di tale strumento di difesa, e spesso questo deterrente funziona.
Ma quella volta non funzionò: il mio tritone aveva attaccato (dopo mesi di convivenza pacifica) uno degli Otocinclus e per tutta risposta si era preso una bella spina nel palato!
Morale della favola: il tritone non riuscì a ingoiare la preda e, forse per la ferita, forse per l'otturazione dell'esofago, morì pochi giorni dopo (da quel momento decisi che avrei allevato o pesci o anfibi: ho scelto i pesci).

Otocinclus affinis
Perchè vi ho raccontato questa storia?
Perchè sto per iniziare una breve (4 post, credo) serie su un gruppo molto interessante (quanto strano) di "pesci" del paleozoico: gli acanthodi.
Essi si collegano alla vicenda che vi ho appena raccontato in quanto caratterizzati, tra le altre cose dalla presenza di robuste e appuntite spine sulle pinne dorsali, anzi, udite udite, su tutte le pinne, comprese quelle pettorali e pelviche (con qualche eccezione). Questa loro caratteristica è così evidente che spesso vengono chiamati, forse non troppo correttamente,  "squali spinosi" su molti libri divulgativi.

Diplacanthus. Da www.miguasha.com
Insomma, se vi piacciono gli animali anatomicamente strani, misteriosi dal punto di vista filogenetico e affascinanti nei loro adattamenti, non perdetevi la prossima serie sugli acanthodi...
...anche se non vi piacciono le lische.

A presto,
su Paleostories!

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