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sabato 20 luglio 2013

L'estinzione di fine Devoniano Parte 2: al posto sbagliato nel momento sbagliato

Nel primo post di questa mini serie sul grande evento di estinzione di massa avvenuto verso la fine del Devoniano, circa da 390 a 360 milioni di anni fa, avevo iniziato la disamina su questa estinzione partendo dalle vittime, presentando i vari gruppi di animali colpiti da questa crisi, i sopravvissuti, i gruppi che ne risentirono in maniera minoritaria.
Oggi invece vorrei fare alcune osservazioni su quello che ritengo l'aspetto più interessante di questo evento catastrofico, un aspetto che forse lo caratterizzata e lo distingue rispetto alle altre grandi estinzioni di massa avvenute nel corso dell'esistenza del nostro pianeta.

Di solito, le grandi crisi biologiche, se è vero che hanno un impatto più o meno forte a seconda dei diversi gruppi di animali, sono ecologicamente abbastanza omogene. 
Prendiamo ad esempio l'evento più celebre, l'estinzione al limite K/Pg, che estinse buona parte dei dinosauri, un gran numero di rettili e invertebrati marini, interi cladi di piante, tutti i rettili volanti, etc.
Dal punto di vista ecologico fu un'estinzione non troppo selettiva: i rettili marini si estinsero completamente, al di la del loro areale geografico, della loro dieta, delle loro dimensioni; stessa cosa per i rettili volanti, per i dinosauri ornithischi, per i sauropodi e per molti teropodi, compresi alcuni gruppi di uccelli. Da Nord a Sud del globo,nelle acque dolci o in quelle salate, nelle foreste tropicali o negli ambienti più secchi, interi gruppi di organismi si estinsero.

Ed è qui che si distingue invece la nostra estinzione: osservando le specie scomparse alla fine del Devonaino e le specie sopravvissute, si nota un interessantissimo (e fondamentale) legame tra l'ecologia delle specie e il l'influenza che ha avuto la crisi sul loro tasso di sopravvivenza.

Sia le comunità marine che continentali furono influenzate da questa crisi biologica, ma in modo molto diverso (McGee, 1996): per prima cosa, le specie che abitavano l'equatore e le basse latitudini, furono colpite molto più durante rispetto a quelle che abitavano le alte latitudini (tenete a mente questa cosa per i prossimi post). 
In secondo luogo, la biodiversità fu praticamente messa in crisi negli ambienti d'acqua bassa, mentre subì conseguenze molto più leggere in ambienti d'acqua profonda.
Interessante notare come nei quei gruppi che presentavano forme sia continentali che marine, ad esempio i vertebrati (dulciacquicoli e marini), le forme marine abbiano sentito maggiormente l'effetto della crisi rispetto a quelle d'acqua dolce.

La crisi del Devoniano superiore porta con se una rilevante firma ecologica, un segnale fondamentale per tentare di indagarne le cause.
Quando cessarono gli effetti, erano sopravvissute le specie che si erano trovate nel posto giusto al momento giusto. Furono avvantaggiati i gruppi con areali di distribuzione molto grandi, gruppi ecologicamente generalisti e con buona capacità di diffusione (Hallam and Wignall, 1997)
Chi era stato troppo forme, troppo legato ad un particolare all'ambiente marino d'acqua dolce, alle basse e calde acque tropicali, si era trovato invece nel posto sbagliato al momento sbagliatissimo.

Ora che sappiamo questo, proviamo a pensare quale ragione possa aver crerato questo legame tra crisi ed ecologia e quale possa essere stata, dunque, la/le cause di questo importante evento di estinzione di massa.

la soluzione nei prossimi due post...

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Bibliografia:

- Hallam A. &Wignall P. B. 1997
Mass extinction and their aftermath. Oxford University Press. Oxford.

- McGhee G. R. Jr 1996
The Late Devonian mass extincion. Columbia University Press, Oxford.

3 commenti:

Giuseppe ha detto...

Ciao, una domanda: scrivi che l'estinzione al limite K/Pg provocò l'estinzione di tutti i rettili volanti [...] compresi gli uccelli. Quindi gli uccelli attuali da dove derivano? Grazie!

MarcoCasti ha detto...

Ciao Giuseppe.
Probabilmente mi sono espresso in un modo tale da creare un fraintendimento: volevo dire (correggerò in modo che si capisca bene) che all'estinzione K/Pg si estinsero anche molti uccelli (ad esempio il gruppo degli enanthiorniti), che non vengono mai considerati ma c'erano già dal giurassico e anche loro non passarono indenni la crisi. Ma non volevo certo dire che TUTTI gli uccelli si estinsero. Alcuni gruppi si estinsero, altri sopravvissero, compreso quello di cui fanno parte gli uccelli di oggi.
Scusami, ho creato io un dubbio che magari non avevi. Correggerò la frase.
E' chiaro ora?
spero di si :-)

Giuseppe ha detto...

Ciao. Ora è tutto chiaro, grazie mille!