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venerdì 24 settembre 2010

Nozioni fondamentali di PaleoStories Parte 2: Sulla punta della lingua!

Ci sono un italiano, un inglese, un francese, un tedesco e uno spagnolo...no, fermi, non sono impazzito.Non sto raccontando una barzelletta.
Questo è solo l'inizio dell'introduzione dell'argomento di oggi: la tassonomia e la sistematica.

Dunque: ci sono un italiano, un inglese, un francese, un tedesco e uno spagnolo riuniti intorno ad un tavolo, che stanno cercando di scambiarsi opinioni a proposito di un nuovo tipo di cavallo scoperto nelle loro rispettive nazioni. Ovviamente, provenendo tutti da paesi diversi, ognuno tenderà a usare la propria lingua: "cavallo!" dirà l'italiano; "horse!", ribatterà l'inglese, "cheval!" griderà il francese scuotendo la testa..."no, no, hauspferd!", urlerà il tedesco in un impeto di rabbia..mentre lo spagnolo sussurra nella sua testa "caballo".
Uff..non riescono proprio a capirsi!
Ma, ad un certo punto, a tutti i partecipanti viene una grande idea e, all'unisono, gridano convinti:"Equus caballus!"
Con grande gioia, tutti e 5 gli studiosi si accorgono di aver trovato la parola magica, quel nome, comprensibile a tutti, che riesce a far capire a ogni persona di qualsiasi lingua di che creatura vivente si sta parlando.
Ma cosa differenzia la parola "Equus caballus" da "horse", da "cavallo" o da "hauspferd"? In fondo abbiamo solamente detto la stessa cosa in un'altra lingua, il latino, non parlato da nessuno dei nostri 5 studiosi (ed è persino una lingua morta!). Per capire cosa c'è di geniale in Equus caballus è necessario raccontare un'altra storia.

Fin dall'alba dei tempi, l'uomo si è sempre interessato della natura che lo circonda e dalle sue stranezze. Per tale motivo, spaventati anche dal grande caos che deriva dalla vastità della biodiversità presente sul nostro pianeta, molti studiosi hanno da sempre cercato di rimettere ordine alle conoscienze umane, ideando metodi di classificazione dei viventi e sistemi ordinati in cui "far quadrare i conti".
Nacque così la sistematica, o scienza che mira alla classificazione dei viventi (anche nel tentativo di ricostruire i rapporti evolutivi tra di essi).
Ma cosa c'entra tutto questo con Equus caballus? un attimo...
Nel 1758 l' olandese Karl Von Linnè, uno dei più grandi sistematici dell'epoca, pubblicò la sua opera "Systema Naturae" in cui era contenuta la classificazione di tutti gli esseri viventi allora conosciuti.
Il lavoro di Von Linnè (allora andava di moda il latino, specie tra gli eruditi, tanto che egli passò alla storia come Carolus Linnaeus, o Linneo), oltre a costituire un'opera di grandissima estensione e alto valore scientifico, conteneva in esso due idee assolutamente fantastiche, che sarebbero poi perdurate nel tempo fino ai giorni nostri.
Per prima cosa, la classificazione di Linneo consisteva in un sistema gerarchico in cui gli organismi venivano ordinati in base a categorie ascendenti, con gruppi con un grado di inclusione sempre maggiore. Ogni gruppo, detto taxon ( taxon=insieme di organismi le cui caratteristiche morfologiche e/o genetiche consentono di raggrupparli in un gruppo distinguibile da tutti gli altri organismi), a sua volta era inserito in un insieme di dimensioni maggiori, comprendente organismi con un grado di somiglianza sempre minore, come in una specie di matriosca. Per fare un esempio, uomo e scimpanzé erano riuniti in un taxon, a sua volta incluso in un ulteriore gruppo comprendente uomo, scimpanzé e topo, a sua volta incluso in uno contenente uomo, scimpanzé, topo e riccio di mare, a sua volta incluso in un gruppo contenente questi 4 più la formica, etc.
Benché Linneo non credesse nell'evoluzione, questo sistema metteva in luce la natura gerarchica della vita, originata da un unico antenato comune (tale per cui tutti gli organismi hanno un parente comune e possono essere riuniti in un unico gruppo) e sviluppatasi poi in varie eventi evolutivi in direzioni sempre più specifiche (come vedremo in seguito, a ogni evento evolutivo corrisponde una ramificazione nella storia di una linea, con la formazione di nuovi taxa).

La seconda, ancora più geniale, idea di Linneo fu l'invenzione di un sistema di nomi che fosse standard e unico per tutti gli organismi viventi, in modo da essere chiaro, preciso, e facilmente utilizzabile (è lo è davvero).
All'interno della sua classificazione, il taxon più ristretto era costituito dalla specie, il gruppo contenente individui più simili tra di loro che non con qualsiasi altro individuo di qualsiasi altro animale.
Per nominare una specie, Linneò ideò il concetto di nomenclatura binomia:  a ciascuna specie viene dato un nome (di derivazione latina o greca) costituito da due parole (binomiale significa appunto "due nomi"). Il primo nome, con l'iniziale in maiuscolo, corrisponde al genere, l'unità tassonomica sopra la specie (il concetto è piuttosto difficile da spiegare: in breve, il genere è quel gruppo che include una - e almeno una - o più specie, maggiormente simili tra di loro che non con altre specie). Il secondo nome, scritto tutto in minuscolo, corrisponde invece alla specie. Entrambi vanno scritti sempre in corsivo. Così, ad esempio, il cavallo comune è detto Equus (genere) caballus (specie), o la nostra specie Homo sapiens. Il nome generico ha significato anche da solo (e può essere abbreviato, se seguito dalla specie), mentre quello specifico deve essere sempre accompagnato dal genere (esempio: Homo, vuol dire tale genere e tutte le specie al suo interno; sapiens da solo non significa assolutamente niente ed è scorretto). Lo stesso nome specifico può essere utilizzato per più generi diversi, mentre non possono esistere due generi con lo stesso nome (a parte casi eccezionali).

Questo sistema, incredibilmente semplice e immediato vinse contro il tempo e se oggi i nostri 5 studiosi sono riusciti a capirsi è proprio grazie a Linneo!
Per questo motivo, qui su PaleoStories verrà usato d'ora in avanti il sistema della nomenclatura binomiale, in modo che, nel caso qualche fortunato (si fa per dire) lettore straniero capitasse su questo blog, possa almeno intuire di cosa si sta parlando. E, ovviamente, perché è il linguaggio ufficiale della scienza.

Bene, abbandoniamo ora queste questioni  (noiose, lo so, ma importanti) e addentriamoci  in uno degli argomenti principali di questo blog, la filogenesi (ricostruzione dei rapporti tra gli organismi viventi e della loro evoluzione), argomento del prossimo post.
Arrivederci dunque alla prossima e penultima (poi inizieremo - finalmente- le paleostorie) puntata!

P.S. ATTENZIONE: Essendo il nome in latino, non bisogna metterci nessun articolo davanti: dire "l'Homo sapiens", oppure "il Tirannosaurus rex" è assolutamente scorretto. Scorretto anche "l'italianizzazione"dei nomi (o qualsiasi traslazione in altre lingue), come ad esempio "tirannosauro". Il metodo utilizza solo la lingua latina!

SI: Homo sapiens, Tyrannosaurus rex, Felis catus, Betta splendens, T. rex, B. splendens.
NO: homo sapiens, Tirannosauro rex, Felis Catus, H. sapiens, betta, e altri orrori.

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