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Adattamenti estremi nelle bocche delle tartarughe marine: due storie dal Cretaceo del Marocco (Seconda Parte).

Prima di iniziare a leggere, vi ricordo che questa serie sulle tartarughe è fatta in collaborazione con Davide Gioia. Potete conoscere l'autore, nonchè la prima parte della storia, in questo post.

Bentornati alla seconda puntata di questa serie dedicata agli adattamenti estermi nelle bocche delle tartarughe marine. Nella scorsa puntata abbiamo preso in esame due tartarughe marine di grandi dimensioni, Ocepechelon e Alienochelys. Questi due taxa, pur essendo coevi, vissuti nello stesso luogo e strettamente imparentati, esibiscono morfologie della bocca radicalmente opposte.

In questa puntata vedremo più in dettaglio la prima delle due ad essere stata scoperta, Ocepechelon bouyai.

Ricostruzione di Ocepechelon: si suppone che l'animale possa essere stato dotato di un corpo largo e piatto, ricoperto da un carapace piuttosto sottile, e di quattro arti simili a pagaie, come quelle delle attuali tartarughe marine. Il colore è bastato sulla moderna tartaruga liuto, mentre i tessuti orali sono basati sui suoi analoghi moderni (pesci ago, cavallucci marini e balene dal becco). Immagine di Liam Elward.

Adattamenti estremi nelle bocche delle tartarughe marine: due storie dal Cretaceo del Marocco (Prima Parte).


Come sa chi segue Paleostories fin dall'inizio, ho iniziato a scrivere post di divulgazione scientifica da quando ero abbastanza giovane, intorno ai vent'anni. All'inizio è sempre difficile. E' vero, si ha passione, volontà e anche eventualmente conoscenze di buona qualità. Tuttavia, si può venir accusati (nel senso pacifico del termine) di avere poca esperienza, idee solamente di base di come funziona la divulgazione scientifica e uno stile un po' poco pratico. 

Tutto questo è vero. Tuttavia, ritengo sia importante iniziare da giovani e dare l'opportunità ai giovani di fare pratica, sbagliare, imparare e migliorarsi.

Per questo motivo, sono molto contento di pubblicare il primo post collaborativo di PaleoStories. E' scritto insieme ad un giovane studente di nome Davide Gioia. Giovanissimo, Davide ha una grande passione per la paleontologia, inizierà presto il suo percorso universitario nella speranza di fare della sua passione un lavoro, e soprattutto legge e studia molto, dote sicuramente importante.

Ho chiesto a Davide di preparare qualcosa che incarnasse lo stile di PaleoStories, quindi qualcosa su organismi che di solito non sono già sotto i riflettori. Cosi, il buon Davide ha deciso che vi parleremo di tartarughe fossili in tre puntate.  L'argomento è sicuramente molto interessante e poco pop, come piace a me. 

Siccome è argomento di cui conosco abbastanza poco, io ho dato una mano sopratutto nella produzione delle figure e nella verifica di alcuni concetti, ma il contenuto è principalmente suo. Lascio quindi la parola al nostro Davide. Buona lettura.

Oggi le tartarughe marine costituiscono un'unica radiazione evolutiva di tartarughe distintasi da tutte le altre almeno 110 milioni di anni fa. Esse vengono raggruppate nel clade monofiletico chiamato  Chelonioidea. Il loro body plan (così come quello delle tartarughe in generale) è spesso ritenuto conservativo, ripetendosi con una certa costanza tra le varie specie, come se fosse “limitato" dalla presenza del guscio. In parte questo è vero, visto che le tartarughe non hanno bisogno di notevoli specializzazioni anatomiche per passare da una nicchia ecologica all'altra. Tuttavia, ciò non significa che non siano esistite tartarughe con caratteristiche anatomiche estreme.

In questa serie di articoli vedremo due tartarughe preistoriche che per certi aspetti possono essere considerate “gemelle", accomunate ma allo stesso tempo distinte dai loro notevoli caratteri anatomici unici. I loro nomi sono Ocepechelon e Alienochelys.

Queste tartarughe sono un po' come lo Ying e lo Yang: sono entrambe note unicamente per resti cranici, sono state ritrovate negli stessi depositi fosfatici maastrichtiani (Cretaceo superiore) in Marocco, e sono state descritte dagli stessi autori.