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giovedì 24 gennaio 2013

L'indimenticabile "Mostro di Tully"

Se c'è un altro campo che mi ha sempre affascinato fin da piccolo, oltre allo strano mondo del passato, è quello della geografia politica: stati, capitali, bandiere, mi piaceva imparare colori e forme dei vessilli degli stati del nostro mondo e giocavo con i miei genitori a indovinare questa o quella combinazione.
Con il senno di poi, mi sarebbe piaciuto imparare anche combinazioni differenti, per esempi l' albero ufficiale di tale stato, il suo inno nazionale, l'animale che lo rappresenta.
Ebbene si, molti stati  (non ho controllato abbastanza per sapere se tutti)  hanno i loro animali ufficiali, così come piante, canzoni e a volte fossili.
Ad esempio, la Bolivia come animale emblema della nazione possiede il lama, la Thailandia l'elefante, l'afghanistan ha il leopardo delle neve, l'Italia il lupo, e così via.
E, alcuni stati, soprattutto in Nord America, hanno anche il loro fossile ufficiale: per esempio, Basilosaurus per il Mississippi , Mammuthus per il Nebraska, Coelophysis per il New Mexico, etc...
Ma, a mia medesta opinione, lo "State Fossil" più bello di tutti appartiene all'Illinois: Tullimonstrum gregarium.

Ricostruzione tridimensionale di Tullimonstrum (Da www.museum.state.il.us)

lunedì 21 gennaio 2013

Il destino degli agnati (Seconda parte): casa dolce casa

Nella prima parte di questa storia, abbiamo analizzato l'ipotesi che il declino dei pesci senza mascelle, avvenuto nel Devoniano, sia in qualche modo stato collegato alla competizione con i vertebrati con mascelle.
Con l'utilizzo di varie fonti di dati abbiamo rigettato questa ipotesi, arrivando ad affermare come non sia possibile in nessun modo testare la presenza di un effettivo rapporto di competitività tra questi gruppi.
Ci eravamo lasciati con un paio di domande: se, dunque, non è stata la competizione con i vertebrati con le mascelle (forti della loro nuova "invenzione") a sancire la fine dell'età dell'oro dei vertebrati senza mascelle, quali sono le cause che posso aver portato a tale sorte? E come questi eventi hanno selezionato la biodiversità vertebrata?
Nella seconda parte di questa storia, cercheremo di rispondere a queste domande.

lunedì 14 gennaio 2013

Storie di rospi dimenticati

Uno dei motivi per cui è nato Paleostories è dare spazio a quegli argomenti paleontologici – naturalisti di cui solitamente si parla poco, a volte per colpa di chi divulga (nel senso che si preferisce concentrarsi su cose più pop), a volte per colpa di chi ascolta (ci sono argomenti poco letti perché, per tradizione culturale, si pensa siano poco importanti), altre volte semplicemente perché così circoscritti da sembrare materia per pochi.

Oggi, per la prima volta, ho il piacere di presentarvi un post esterno, non scritto da me, ma (su commissione) dal mio amico Andrea Villa (andrewjayhouse@gmail.com), naturalista dell’Università degli Studi di Milano, che parla di un argomento molto poco conosciuto (lo ammetto, anche da me stesso, prima di sentirlo con le mie orecchie dallo stesso autore del post) ma sicuramente  molto curioso e interessante.

Spero che anche voi, finita la lettura di questo post, vi sentiate contenti di aver scoperto un’altra piccola caletta in quella sconfinata costa (superaffollata nelle “solite spiagge”) che è la storia della vita sulla Terra.
Lascio la parola ad Andrea Villa.

P.S. Il mio prossime post, invece, sarà la seconda parte del mito della lotta tra agnati e gnathostomi, a presto.

Il 2012 è stato un anno ricco di eventi importanti per la scienza: tra Curiosity che atterra su Marte, la prima possibile osservazione del bosone di Higgs e il completo sequenziamento del genoma del pomodoro (voi potreste anche riderci su, ma è roba che può tornare parecchio utile), i vari media che si occupano di temi scientifici hanno avuto di che parlare.
Ovviamente anche i paleontologi si sono dati da fare, sebbene soltanto pochi degli studi presentati nell’ambito abbiano avuto ampia diffusione mediatica. 
Tra i vari articoli pubblicati nel corso dell’anno, ce n’è uno in particolare che, apparso a gennaio su Palaeobiodiversity and Palaeoenvironments a firma di Michael Wuttke e altri, ha avuto interessanti risvolti sulla conoscenzache si aveva in precedenza degli organismi di cui tratta, i paleobatrachidi.
Prima di addentrarci nei dettagli, però,è meglio fare una velocissima presentazione e spiegarein poche righe cosa questi paleobatrachidi sono.


Palaeobatrachus grandipes. Indovinate un po’… Esatto, un paleobatrachide

venerdì 11 gennaio 2013

Il destino degli agnati (Prima parte): la caduta del mito


Se guardiamo ai vertebrati attuali (Figura 1a), ci accorgiamo che oltre il 99% di essi possiede vere e proprie mascelle, mentre i vertebrati senza mascelle sono relegati al solo gruppo dei cyclostomi  (Nelson, 2006). Essi inoltre sono generalmente parassiti o saprofagi (ma non sempre) e occupano nicchie ecologiche piuttosto particolari. Tutto questo potrebbe portare ad una veloce conclusione: i vertebrati con mascelle funzionano meglio di quelli senza. 

Figura 1a
Ma è davvero così? Forse, ma sicuramente non lo è sempre stato.
Senza il record fossile dei primi vertebrati, la nostra visione dell’evoluzione di questo gruppo sarebbe ampiamente distorta. Ora guardate un grafico simile che illustra invece i diversi gruppi di vertebrati presenti nel Siluriano (Figura 1b). 
La situazione è diametralmente opposta, con i vertebrati con mascelle rappresentati da soli cinque gruppi (placodermi, acanthodii, sarcopterygii e actinopterygii) e gli agnati invece fiorenti in un gran numero di cladi.
Questo caso fornisce un buon esempio dell’importanza dei fossili.

(P.S. Nei cladogrammi qui presenti, che provengono da Purnell, 2001, cyclostomata è parafiletico, mentre oggi, vi sono buone prove che sia monofiletico).

Figura 1b
Tuttavia, questo non confuta la nostra ipotesi, anzi. 
Da questo cambiamento nelle faune a vertebrati, con il declino degli agnati e la radiazione degli gnathostomi, è derivato il mito (falso come vedremo) che questi ultimi abbiano sbaragliato la concorrenza competendo con gli agnati.
Siamo di fronte ad un mito che ha portato gli agnati ad essere considerati come emblema del vecchio, del primitivo, del poco funzionale.
In questo post cercherò di far capire come l’ipotesi che i pesci senza mascelle siano stati condotti ad un estinzione quasi completa dalla competizione con gli gnatostomi durante il Paleozoico inferiore sia in realtà un falso mito, da guardare con aria critica e, momentaneamente, da abbandonare.

martedì 8 gennaio 2013

Coming Soon: il destino degli agnati, la caduta di un mito

Si dice che il declino e l'estinzione dei molti gruppi di pesci senza mascelle paleozoici sia stato causato dalla radiazione dei vertebrati con mascelle, avvenuta nel Devoniano. La competione tra agnati e gnathostomi e la superiorità anatomica di questi ultimi avrebbero sancito la sconfitta degli agnati, relegati oggi ai due soli gruppi di lamprede e missine.

Ma andò veramente così? Cosa sappiamo davvero di questa storia?



Tutto questo, nel prossimo post
A presto,
su Paleostories